Astrologia: La Carta del Cielo, oggi e Antico Egitto
Nel momento esatto della nascita il cielo imprime un sigillo sulle nuove vite, il proprio zodiacale. Una mappa iniziatica che diventa un linguaggio del movimento degli astri, pianeti e stelle che influenzano la nostra vita. In che modo?
Guarda il VIDEO per intero sul nostro canale youtube di “Il bosco delle streghe”, eccoti il link:
Iscriviti al nostro canale Youtube: IL BOSCO DELLE STREGHE!
Le energie del cosmo parlano attraverso geometrie sacre, cicli, pianeti, stelle, opposizioni e allineamenti che si decifrano. Esse costruiscono: il nostro carattere, dirigono le decisioni, mostrano come affrontiamo la vita, ci dicono che percorso prenderemo e come reagiremo, regalano poteri esoterici. Per capire quali sono i segreti della nostra vita, dobbiamo sapere la data, ora e luogo di nascita, informazioni indispensabili per studiare la mappa del cielo per avere la nostra carta astrologica, tema natale o mappa astrologica che non è un semplice schema, ma un testo esoterico, un’impronta stellare.
La carta astrologica non descrive: rivela. I segni zodiacali non sono categorie psicologiche, ma forze antiche, entità primordiali, energie astrali, spiriti guida che agisce sul nostro destino. È per questo che, fin dall’antichità, l’astrologia era riservata a sacerdoti, maghi, streghe, studiosi occulti e iniziati: leggere il cielo significava leggere il destino, e il destino non è mai stato una conoscenza innocua.
Se sei interessato alla tua personale carta astrologica scrivimi in privato per un consulto e ti dirò: tutte le caratteristiche della tua persona, il tuo percorso, la tua potenza esoterica, tarocchi e rituali personali. Trovi i contatti in fondo all’articolo!
Il Mistero dei Segni: Forze Primordiali
Se la Carta del Cielo è il testo sacro, i segni zodiacali ne sono le chiavi. Non nascono per classificare, ma per evocare. Prima di diventare parte dello zodiaco per creare il proprio oroscopo, loro sono “presenze” e spiriti guida. Forze primordiali associati agli dei e ad animali sacri che parlano lo stesso linguaggio delle stelle.
Ogni segno ha radici simboliche antiche: il Toro come potenza tellurica, cioè potenza della terra, e fertilità divina. Il Leone come fuoco solare e regalità sacra. Lo Scorpione come custode della morte e della rinascita. Non sono metafore psicologiche, ma modelli viventi, plasmati dall’osservazione rituale del cosmo e consacrati attraverso il mito. Dietro ciascun segno si muovono divinità, spiriti, animali totemici, spiriti guida che incarnano leggi ed energie universali.
Nel mondo antico, appartenere a un segno significava essere quel segno. Era un atto iniziatico voluti dal destino. Il segno non definiva chi eri, ma quale forza ti abitava, con cosa confrontarsi, con le sue ombre, le sue prove, i suoi doni.
Il cielo, in questa visione, offre dei sentieri da seguire. Ogni segno è una porta cosmica, un passaggio attraverso cui l’anima si evolve, cade, si trasformai. I segni non ci descrivono in ogni nostro aspetto, ma hanno radici ed elementi comuni. Essi agiscono con le loro energie per plasmare l’esperienza umana, risvegliando memorie ancestrali sepolte.
Pianeti e le loro Energie Sottili
Oltre i segni, oltre le figure incise nel cerchio zodiacale, si muovono le vere forze operative della Carta del Cielo o carte astrologiche: i pianeti. Nelle tradizioni esoteriche essi sono intelligenze cosmiche, potenze che irradiano influenze capaci di attraversare il velo e le energie.
Ogni pianeta è una corrente. Un ritmo. Un principio attivo che si manifesta negli eventi della vita e nei moti interiori dell’anima. Per farvi qualche esempio vi parlo di Saturno che è il guardiano del tempo, il signore del limite, colui che insegna attraverso la privazione e il silenzio. Marte è il fuoco della volontà, la forza che rompe, conquista, distrugge per trasformare. Venere incarna l’attrazione magnetica, il legame segreto che unisce. Questi pianeti, si trovano nelle nostre case di nascita e risvegliano parti profonde e oscure dell’essere.
Influsso planetario
L’influsso planetario: influenza. Sapere che il cielo parla significa accettare che esistono correnti più grandi della volontà individuale. Il destino è una trama di forze con cui l’anima è chiamata a confrontarsi. Gli antichi conoscevano gli influssi. Per questo l’astrologia è intrecciata alla magia, all’esoterismo, all’occulto e al rito. Le correnti planetarie invocano gli aspetti favorevoli. Ogni transito, ogni congiunzione, ogni opposizione è letta come un messaggio che può essere benevolo o terribile.
Comprendere gli influssi invisibili offre consapevolezza, ma spalanca anche l’abisso della predestinazione. Fino a che punto siamo liberi? Fino a che punto ci spingiamo? Perché non riusciamo? Come mai sogniamo e non agiamo? Oppure perché siamo tanto emotivi? Le domande sono tante e le risposte le troviamo nel nostro segno astrologico. Leggere gli influssi invisibili significa accettare di camminare sul confine tra luce e ombra, tra rivelazione e paura. Un confine che non permette più di guardare il cielo con occhi innocenti.
Conoscenza Proibita
Da sempre, gli uomini hanno alzato lo sguardo verso il cielo, non solo per ammirarlo, ma per cercare di decifrare un linguaggio nascosto, oscuro, riservato a pochi. Il potere astrologico non è un gioco di stelle: è una conoscenza proibita, un sapere che collega l’anima alle correnti invisibili del cosmo, dove ogni pianeta, ogni congiunzione e ogni segno agisce come un sigillo sul destino.
Chi sa leggere il cielo accede a forze che la maggior parte teme. La conoscenza astrologica non è neutra: illumina, guida, ma può anche condurre al baratro. Gli antichi lo sapevano bene: i sacerdoti egizi, i maghi babilonesi e gli iniziati delle culture misteriche non custodivano solo mappe celesti, ma riti, talismani e invocazioni capaci di piegare le correnti cosmiche alla volontà di chi sapeva interpretarle.
Questa è la magia cosmologica: l’arte di trasformare l’osservazione in potere. Ogni movimento celeste è un messaggio, un codice, un’energia da armonizzare o da temere. Solo chi comprende il ritmo dei pianeti, le oscillazioni della Luna e l’ombra dei segni naviga tra luce e ombra senza esserne travolto. Il cielo è uno specchio delle forze invisibili che governano l’universo, vita e invisibile. Il potere astrologico non è per tutti: è per chi ha il coraggio di guardare le stelle e ascoltarne il sussurro, sapendo che ogni risposta porta con sé una conoscenza diversa, oscura oppure esoterica, ma che è necessaria per evolversi.
Leggere il Cielo Significava Agire sulla Realtà
Nelle epoche in cui il sapere non era separato dal sacro, leggere il cielo era un’azione operativa. L’astrologia proseguiva nell’azione, cioè aiutava a capire la vita. La magia cosmologica era ed è qualcosa di vivo che permette agli uomini di dialogare con il superiore, il divino. Il cielo era considerato un meccanismo sacro, un grande orologio supremo. Da qui nasce l’uso delle ore planetarie, momenti specifici in cui una forza astrale domina sul mondo sublunare. Agire nell’ora giusta, sotto il pianeta giusto, piega gli eventi, apre strade invisibili, proteggere o distruggere, aiuta a camminare sulla strada che il destino ci ha imposto nel momento della nascita. Nulla, in passato, era lasciato al caso: ogni rituale era un’eco terrestre degli uomini, unito e connesso al movimento celeste, divino.
I talismani astrologici incarnano questa alleanza tra cielo e materia. I sigilli personali, ognuno diverso dall’altro, che si ricavano solo con la propria carta astrologica personale, ci connettono più facilmente a quelle energie che ci hanno creato affinché la forza planetaria ci riconosca.
Essi sono poi condensatori di potenza. Portare con sé un talismano o il proprio sigillo astrologico personale significa portare un frammento di cielo, un legame costante con la propria corrente cosmica. Le invocazioni, infine, danno voce a questo legame. I nomi segreti dei pianeti, gli inni, le formule rituali chiamano l’intelligenza che dimora nelle nostre case astrologiche.
L’Egitto Antico: il Cielo, lo Specchio degli Dei
Per gli antichi Egizi, il cielo non era solo una volta distante e decorativa: era lo specchio degli dèi. Ogni stella, ogni costellazione era viva, abitata da potenze divine che riflettevano e sostenevano il fragile equilibrio del mondo terreno. L’astrologia era un atto sacro, un mezzo per leggere e rispettare il tessuto dell’universo. Al centro di tutto c’era Ma’at, il principio cosmico di ordine, verità e armonia. Il caos era una forza oscura e minacciosa, pronta a travolgere il mondo se l’equilibrio non veniva mantenuto. Le osservazioni astronomiche interpretavano la volontà degli dèi, a prevedere il sorgere delle inondazioni del Nilo, a scandire riti e festività che stabilivano una continuità tra cielo e terra.
I sacerdoti egizi, grandi studiosi delle stelle, utilizzavano il movimento degli astri per guidare la società, proteggere il faraone e ordinare il tempo rituale. Il cielo era così un testo sacro: chi sapeva leggerlo armonizzava le forze invisibili, contrastava il caos e rifletteva l’ordine degli dèi nella vita quotidiana.
Decani, Costellazioni e Stelle Immortali
Nell’antico Egitto, il cielo era una mappa sacra, un regno abitato da dèi e da anime immortali. Tra le molte conoscenze astronomiche degli Egizi, i 36 decani occupavano un ruolo centrale. Queste stelle, raggruppate in trentasei “settimane” di dieci giorni ciascuna, scandivano il tempo rituale e agricolo, segnando il sorgere e il tramontare di forze celesti che influenzavano la vita sulla Terra.
I decani erano esseri viventi, manifestazioni divine che accompagnavano il sole nel suo viaggio notturno attraverso il cielo. Ogni decano aveva un carattere specifico e un ruolo rituale: alcune stelle erano portatrici di protezione, altre di giudizio, altre ancora di rigenerazione. I sacerdoti egizi leggevano il loro sorgere all’orizzonte per determinare momenti propizi per cerimonie, costruzioni, e per l’orientamento di templi e tombe, allineando il mondo terreno con quello celeste.
Le costellazioni e le stelle fisse erano considerate dimore degli dèi o delle anime dei faraoni defunti. La stella Sirio, ad esempio, era sacra a Iside e al ciclo delle acque del Nilo. Mentre alcune stelle della Via Lattea erano viste come sentieri lungo i quali le anime ascendono nell’aldilà. Osservare il cielo segnava e il movimento delle stelle, significava leggere il destino.
Il Faraone e il Destino Scritto nel Cielo
Un tema interessante è il faraone. Costui non era solo un sovrano, lo diveniva perché lui rappresentava il punto di incontro tra il cielo e la terra, l’incarnazione vivente delle leggi cosmiche, in poche parole: un Dio in terra. La sua nascita, il suo regno e persino la sua morte erano studiati e scanditi dagli astri, letti come segni di un destino già tracciato. La carta astrologica del sovrano era un documento pubblico, un atto politico e magico: determinava il momento propizio per incoronazioni, campagne militari e cerimonie religiose, riflettendo la volontà degli dèi e garantendo l’armonia tra Ma’at e il mondo umano.
Il faraone: osservava, interpretava e incarnava le correnti celesti. Ogni allineamento planetario, ogni sorgere di una stella fissa era una guida, una parola del cielo da tradurre in legge, in rito e in costruzione monumentale. La sua esistenza stessa era un rituale cosmico: lui doveva vivere secondo il movimento delle stelle.
La vita del faraone era scritta tra le stelle, e attraverso di lui il cosmo parlava alla terra
Astrologia Funeraria e Aldilà: il Viaggio Stellare dell’Anima
La morte nell’antico Egitto non era una fine, ma una transizione! Un lungo cammino verso un ordine superiore, e il cielo era la mappa segreta di questo viaggio. Le stelle e le costellazioni erano guide dell’anima, strumenti attraverso cui il defunto rinasceva e raggiungeva l’immortalità. L’astrologia funeraria rivelava che il cielo era un labirinto sacro, dove ogni astro indicava rotte, ostacoli e protezioni per il passaggio nell’aldilà.
Le piramidi erano strumenti cosmici. Orientate con precisione verso stelle particolari — Sirio o le stelle dei decani — che erano portali attraverso cui il faraone o l’alta nobiltà ascendeva al regno celeste. L’allineamento astrale rappresentava la continuità tra la vita terrena e la vita eterna, garantendo che l’anima riconoscesse e seguisse il percorso stabilito dagli dèi.
L’idea di rinascita stellare era centrale. L’anima, una volta liberata dal corpo, era proiettata verso la volta celeste, dove si fondeva con l’energia immortale delle stelle. Ogni movimento celeste, ogni congiunzione planetaria osservata dai sacerdoti, corrispondeva a tappe rituali che assicuravano protezione, guida e trasformazione.
Guarda il VIDEO per intero sul nostro canale youtube di “Il bosco delle streghe”, eccoti il link:
Iscriviti al nostro canale Youtube: IL BOSCO DELLE STREGHE!
Articolo scritto e pubblicato da: Il bosco delle streghe
📩 Per consulenze personalizzate (tarocchi, rune, carta astrologica e sigillo personale): scrivimi su Facebook: facebook.com/Il.Bosco.delle.Streghe, Instagram @il_bosco_delle_streghe oppure via email: ilboscodellestreghe@gmail.com
#astrologia #CartaAstrologica #ForzeAstrali
