5 teorie sulle streghe nel medioevo: orifizi parlanti e…
Bastava uno sguardo, un gatto o una scoreggia per essere streghe! Eccoti 5 bizzarre teorie, vere, sulle streghe nel medioevo. La strega o le streghe sono personaggi che piacciono! Hanno in loro l’essenza del mistero, dell’ignoto, il fascino del buio! Forse è un qualcosa che interessa tutte le donne e non solo le streghe? Questa è una domanda che io, oggi posso farmi, ma nel medioevo c’era un altro concetto.
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La strega doveva essere una donna perché la donna è il peccato originale! Per colpa di Eva siamo stati cacciati dal paradiso terrestre! La donna è colei che induce alla tentazione perché nasce con l’elemento del piacere fisico, quello intimo.
Sempre la donna è colei che intriga e crea malumori, altro che angelo del focolare, nel medioevo essere una donna era una condanna dalla nascita.
1. Le donne erano considerate più inclini alla stregoneria
Il libro che è stato usato poi come un dogma, cioè un principio reale, per la caccia alle streghe fu il famigerato Malleus Maleficarum: “Il Martello delle Streghe”. Redatto in seguito a circa 800 anni di persecuzione, cacce e processi alle streghe, nel 1487 D.C
In questo libro c’era scritto, tra le prime pagine, che: la donna è più facile da sedurre dal diavolo perché è debole nella fede e sono più curiose nel sesso. In un modo, non troppo velato, si dice: le donne, tutte, sono delle mignot…te. Sono costretta a dirlo in questo modo altrimenti c’è il blocco del video.
Secondo l’idea dell’epoca, nel medioevo, la donna pensa e agisce spinta maggiormente dalla voglia di fare l’amore e quindi diventa debole e malleabile ai desideri del diavolo. Pensiamo comunque che questo libro era scritto da uomini, che avevano idee misogenee, di odio e disprezzo contro le donne. Un pregiudizio che accompagna noi femminucce ancora oggi! Gli inquisitori quindi affermavano che la donna era più incline alla stregoneria non come una convinzione, ma come un dato di fatto.
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2. Il diavolo parlava attraverso animali… e culi
Non è uno scherzo! Avete sentito bene! L’autorità suprema, nota come Santa Inquisizione, affermava che il diavolo parlava attraverso i culi. Intanto in alcuni testi medievali affermano che il diavolo parlava attraverso la bocca degli animali domestici, come i gatti. Però non era l’unico “orifizio” da cui usciva la voce di satana.
Cari amici sappiate che inizialmente, nei testi che ho letto e studiato, testi medioevali, quanto ho letto per la prima volta che alcuni esorcismi o prova di possessione demoniaca avveniva con un attento ascolto della voce dell’ano, ho pensato che fosse una delle tante assurdità che hanno caratterizzato la caccia alle streghe.
Però quando poi ho ritrovato questa “regola” in due, tre, 56, 119, 208 testi e verbali delle torture eseguite dalla santa inquisizione ho iniziato a capire che era un concetto reale, a cui loro credevano in un modo certo, fervente, indiscutibile. C’era una vera ossessione per le natiche e l’orifizio centrale del posseduto.
So che non crederete a quello che vi sto per dire, ma… ve lo devo dire…. Quindi… Apro paretesi: orifizio!
L’ano, nel medioevo, era considerato la più impura, sporca e bassa del corpo, ma unitamente era anche una parte che dava piacere sia sessu…ale che corporale. Dunque era peccaminosa. La sodomia, nonostante fosse una pratica assolutamente vietata, non era tanto insolita, purchè rimanesse segreta.
Anzi, le donne, specialmente quelle nobili o di ceto medio, arrivavano pure al matrimonio, almeno pure sul davanti, ma non sul didietro. Ciò spiega anche diverse pratiche di controllo o isolamento sociale delle donne che potevano comunque “gabbare” il marito sulla loro totale castità.
Dunque l’orifizio anale era il “varco perfetto” per i diavoli o gli spiriti impuri. Oltre a questo la teologia cristiana rispettava e proteggeva le regole tipiche dell’universo, in questo caso si doveva rispettare il concetto di: entrata e uscita!
Mentre il diavolo sovvertiva questo concetto e di conseguenza l’ano, che serviva per far uscire, non poteva essere un’entrata, ma il diavolo appunto la utilizzava. A testimonianza di questa credenza popolare, esistono molti testi medioevali e immagini o disegni che mostrano come il diavolo entrasse ed uscisse dall’ano indicando appunto i posseduti.
Non pensavo che questo orifizio fosse tanto importante nella cristianità… invece di parlare di elevazione spirituale ci si concentra su ses..so… poi dicono che il diavolo sia perverso. Chiuso parentesi orifizio!
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3. La “prova dell’acqua”
Eccoci arrivati poi ad un altro indizio di stregoneria che interessava le donne e soprattutto che dimostra l’intelligenza umana dominata dalla religione. Questa è chiamata la prova dell’acqua. Consisteva nel legare mani e piedi della presunta strega e poi… la si gettava in acqua come: un fiume, mare, un lago, stagno…
- se galleggiava, allora la donna era colpevole perché rifiutata dall’acqua “pura”, precedentemente benedetta e perché il diavolo la sosteneva
- se affondava, era innocente e quindi la sua anima era salva, però non veniva condannato nessuno per questo omicidio
La logica medioevale di questa prova di stregoneria, nasce dalla convinzione che la donna pura e casta, conoscendo i suoi peccati, ne portava il peso e di conseguenza non poteva galleggiare. Se galleggiava voleva dire che non le interessavano i suoi peccati e quindi aveva stretto un patto con il diavolo.
4. Gli occhi delle streghe erano “magici”
Lo sguardo di una strega poteva: uccidere e dannare un uomo. Un solo colpo d’occhi ed ecco che era posseduto. Il concetto che la strega potesse uccidere con uno sguardo era un chiaro, anzi un chiarissimo indizio di stregoneria.
Le donne, nel medioevo, camminavano a testa bassa per non incrociare mai lo sguardo perché altrimenti si rischiava di essere accusate di praticare arti magiche. Tant’è che solo alle peripatetiche era consentito di guardare il volto delle altre persone, ma spesso erano queste povere donne che poi venivano comunque accusate di essere amanti del diavolo.
Pensare che in Oriente c’è il concetto che la donna seduttrice deve far innamorare con un solo sguardo. Come sono diverse le convinzioni dettate poi dalla religione. Nel medioevo, questa credenza aumentò talmente tanto che bastava uno sguardo storto per finire sul rogo una donna.
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5. I famigli demoniaci
Arriviamo poi ai famigli o famiglio, semplicemente: l’animale demoniaco che era poi l’assistente della strega. Costui prendeva forme di un animale, come: gatto, rospo, civetta e tanti altri, che aiutava le streghe nei rituali. A volte era il diavolo stesso che si mostrava, alle altre persone, come un animale, ma alla strega o durante i rituali prendeva forme di uomo o di demone con tanto di corna e coda.
Avere un famiglio voleva dire aver stretto un patto con il diavolo poiché era lui che te lo inviava o donava per controllare la vita della strega in modo che costei non lo tradisse. Aiutasse la donna nei rituali e gli desse consigli o ancora che gli rapportasse gli ordini inviati dal maligno.
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Articolo scritto e pubblicato da: Il bosco delle streghe