Imbolc e Candelora: Streghe, Tarocchi e Stelle
Dal 30 gennaio al 2 febbraio si apre un portale occulto: Imbolc e Candelora. Scopri rituali, tarocchi e stelle.
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Dal 30 gennaio al 1° febbraio ci troviamo in un sabba molto particolare, forte e delicato allo stesso tempo, parliamo di: Imbolc. Subito parto con una precisazione, cioè con la Candelora. Imbolc è Candelora sono due culti che si uniscono, ma sono diversi. Uno è continuativo dell’altro. Senza uno non c’è l’altro.
Le due celebrazioni sono distinte. Infatti ho intenzione di spiegarvi come onorare, i culti e i rituali che dovrete effettuare in questo periodo per richiamare le vostre forze, eliminare malocchi e onorare la divinità del fuoco in modo sano.
Imbolc e candelora: DIVERSI!
Imbolc, il sabba del cuore dell’inverno, affonda le sue radici nel mondo celtico, ma anche nella stregoneria più antica. Infatti le streghe festeggiano, onorano e fanno rituali proprio durante questo sabba. Un tempo sacro che segnava il lento risveglio della Terra dopo il lungo inverno. Il suo nome significa: “nel grembo” o “in allattamento”.
Simbolicamente è il momento della nascita e nutrimento, della vita che si rinnova, ma richiama il momento in cui le greggi iniziano a partorire e il latte torna a fluire. Celebrazione del passaggio: l’oscurità ancora presente cede spazio a una luce sempre più intensa, e la natura prepara i suoi primi germogli.
Al centro di Imbolc si staglia la figura di Brigid, o Brigantia, dea celtica della fiamma, della guarigione e della poesia. Brigid è e incarna la forza creativa del femminile sacro: custode del fuoco, della vita e della rinascita. La sua presenza è una guida che accompagna l’anima verso un nuovo ciclo, verso la luce che torna a dominare.
Il legame di Imbolc con la fertilità è profondo e corporeo. Il latte, il primo nutrimento, annuncia la primavera imminente, quando la Terra, come una madre, si prepara a partorire, a far tornare la vita sulla terra. In questo giorno, il mondo è sospeso tra il freddo ancora vivo e la promessa di un nuovo tepore: un invito a seminare dentro di sé la propria rinascita.
Candelora: la festa delle candele
Mentre la candelora si festeggia il 2 febbraio, ma attenzione fa parte del sabba di Imbolc. Adottata poi dalla cristianità per la sua forza esoterica e il significato antico, la candelora è stata assorbita dalla religione cattolica. Sono costretta a darvi due versioni della candelora, cioè la versione cristiana-cattolica e poi quella originale.
Attualmente, il 2 febbraio, si festeggia la Presentazione di Gesù al Tempio e della purificazione di Maria, già qui apro una parentesi. Questo atto in realtà è pagano: la dea presenta al mondo il dio appena nato. Vi ricordo infatti che Imbolc è la festa del “parto”, cioè della nascita. A questo punto si accende la candela che rappresenta la vita. Cosa vi ricorda? Questo è il gesto che richiama la dea del fuoco in cui si manifesta che una nuova vita si è accesa.
Nella tradizione cristiana, i fedeli, portano le candele in chiesa per farle benedire. Queste candele saranno poi usate come protezione contro il male, da accendere in casa per benedire oppure da accendere sull’altare, o meglio ai santi devoti, per chiedere grazia, benevolenza e protezione. La pratica originale, quella pagana, che vediamo presente già in epoca romana, ma che ha radici pre-romane, riguarda la pratica esoterica e la benedizione occulta.
Originariamente, al termine di Imbolc o del sabba della rinascita, com’è noto tra le streghe, era anche chiamata: il culto della luce o i Lupercalia.
Cosa sono i Lupercalia?
Questo periodo, a Roma, c’era una festa molto antica, più antica della nascita di Roma stessa. Dedicata e in onore al Fauno Luperco, Dio della fertilità e della purificazione. Il culto richiedeva purificazione delle singole case, della città e comunità. Si eseguivano rituali di fertilità e di rinascita. Esso era collegato direttamente alla Lupa, cioè all’allattamento della Lupa.
Uno degli elementi principali era quello di: accendere i fuochi, benedire eventuali candele (all’epoca erano di grasso animale oppure le torce). Il giorno era più luminoso per i fuochi accesi e la notte era rischiarata da questa luce. Ritroviamo poi tali culti anche tra i celti che avevano conservato una cultura più antica e primitiva. Però ciò comprova che si parla di un sabba che appartiene a una cultura unica che sicuramente era dei primi uomini.
Imbolc, quando iniziare il sabba
Quando si apre il sabba di Imbolc? Esso inizia dal 30 gennaio fino al 1° febbraio. Sono 3 giorni e 3 notti di pura essenza magica. Questi giorni li conosciamo, in Italia, come i giorni della merla, ma la loro connessione è antica. I giorni più freddi dell’anno, 30 e 31 gennaio, rappresentano i punti più crudeli della vita, quelli dove la fame e la delusione sono forti, per poi arrivare con un nuovo inizio il 1° febbraio. Questo sabba ti invita a riconoscere il risveglio che avviene sia che tu voglia oppure che non voglia. Nel suo significato spirituale si racchiudono tre temi fondamentali: rinascita, purificazione e rinnovamento.
La rinascita avviene attraverso il fuoco. Il fuoco che brucia ciò che non serve più, lasciando spazio a ciò che è autentico. La purificazione permette di intraprendere un nuovo cammino liberandoci di ciò che è pesante o non ci appartiene più. Il rinnovamento avviene proprio perché si ha il coraggio di fare il primo passo dopo questa “pulizia”.
La rinascita è il cuore della festa. Come la terra sotto la neve comincia a prepararsi al germoglio, così anche l’anima si risveglia dal torpore. Imbolc è il momento in cui si torna a guardare verso l’interno, a osservare ciò che è rimasto nascosto durante i mesi dell’oscurità.
Simboli sacri di Imbolc
Imbolc è una festa di simboli antichi, radicati nella natura e nella spiritualità, profondamente occulta ed esoterica. I simboli principali di Imbolc sono:
- Chiavi
- Candele e Fuoco
- Verde e bianco
- Latte
- La croce di Brigid
Le chiavi che aprono porte interiori, evocando un mondo in cui l’inverno cede il passo alla promessa della primavera.
La candela e il fuoco sono il cuore bruciante di Imbolc. Il fuoco non è solo calore: è trasformazione. Accendere una candela in questo giorno significa invocare la luce che cresce, richiamare energie potenti benevoli, spiriti della natura, attrarre l’attenzione dei guardiani, allontanare gli spiriti o entità malevoli. Essa diventa una guida e custode, un faro che illumina il nostro cammino. Inoltre, questa è la cosa più importante, la candela e il fuoco sono l’evocazione materiale della Dea Brigid, dea del fuoco, della guarigione e della poesia, che veglia su chi la onora.
I colori bianco e verde accompagnano questo sabba. Il bianco richiama la neve, la purezza, innocenza, il silenzio dell’inverno che ancora persiste. Il verde è la promessa della vita, del germoglio, il segno che la vita sta per tornare. Insieme, questi colori raccontano il passaggio: dal riposo alla rinascita, dal freddo alla vitalità.
Acqua e latte simboli di nutrimento e fertilità. Il latte, in particolare, è legato al significato originario di Imbolc: il tempo in cui le greggi iniziano a partorire e il latte torna a scorrere, segno di abbondanza e vita. L’acqua, invece, è purificazione: pulisce, rinnova, prepara la terra e l’anima a ricevere nuovi semi.
CROCE DI BRIGID e legame con le streghe
Amuleto chiamato anche: cros bride oppure la spirale delle streghe. La croce di Brigid è il simbolo di Imbolc, festa che segna l’inizio della primavera nel calendario esoterico.
Nel contesto esoterico e delle streghe questo simbolo è la protezione, fertilità e rinnovamento della dea del fuoco, bride. In molte pratiche neopagane e wiccan, Brigid è venerata come dea della fucina, della poesia e della guarigione, e la sua croce viene posta sopra porte o finestre per attirare energia positiva e scacciare il male.
Fuoco e acqua benedetta
Uno dei riti più significativi di Imbolc è l’accensione di candele e del fuoco sacro. La fiamma è la luce che cresce, la forza che dissolve il freddo dell’inverno. Accendere una candela in casa, in questo giorno, non è solo un gesto simbolico: è un invito a risvegliare le proprie energie, ma anche richiamare le energie ancestrali.
Il fuoco sacro, invece si accende all’interno del proprio calderone oppure su un piattino o braciere alimentato solo da qualche rametto secco. Potete usare anche dei rametti di rosmarino per proteggere e benedire la casa.
La purificazione della casa è il rito fondamentale. Questo è il momento in cui si spazza via il vecchio, si eliminano le negatività, l’invidia, l’odio e perfino il malocchio. Come si deve fare? Dovere usare dell’acqua benedetta, la potete creare da soli seguendo. Prendete un recipiente di acqua pulita, meglio se piovana o di fonte montana. Accendi una candela bianca, poi recita:
“Acqua pura, donami la tua forza.
Porta pace, salute e protezione.
Lo chiedo in nome dei 4 guardiani,
lo chiedo in nome dei 3 principi: nascita, vita e morte.
Cosi sia!”
Passa la mano sopra e recita:
“Benedetta sia, in nome del cielo, della terra e dell’invisibile!”
Spegni la candela e conserva l’acqua solo per uso rituale o per benedire la casa. Una volta che hai l’acqua benedetta la devi spruzzare negli angoli della casa, cioè dove ci “uniscono” i muri. Non dimenticartene nessuno.
Prepara l’altare di Imbolc
La preparazione di altari con elementi naturali è un’altra pratica fondamentale. Un altare di Imbolc deve avere, sottolineo, deve avere: candele bianche, rami verdi, fiori di neve, ciotole di acqua o latte, pietre e simboli della dea Brigid, come ad esempio la sua croce. Questo spazio diventa un punto di connessione con la natura e con il ciclo della vita, ideale per onorare e richiamare gli spiriti naturali.
Rituale della porta
Infine, c’è il rituale che io preferisco noto come: il “rituale della porta”. Semplice ma potente. Si tratta di decorare o benedire l’ingresso della casa con simboli di protezione, come la croce di Brigid e rami verdi, per invitare la luce a entrare. Esso segna il passaggio sacro o confine che non può essere attraverso da energie negative, spiriti maligni o entità, senza il nostro permesso
La porta diventa una soglia sacra!
Le stelle di Imbolc
Il 1° febbraio, data in cui si celebra Imbolc, non è casuale: rappresenta un punto di equilibrio nel calendario sacro, un momento in cui l’inverno è ancora presente ma la primavera già si avverte nell’aria.
Nel calendario sacro, questo passaggio è strettamente legato all’astrologia e ai cicli lunari. La tradizione pagana antica attribuiva grande importanza alle fasi della Luna, considerata guida dell’energia e della vita. Imbolc cade in un periodo in cui la luce lunare si intensifica. L’astrologia o magia cosmologica collega questo momento all’energia della rinascita e della trasformazione: è un periodo favorevole per seminare intenzioni e nuovi studi, per avviare nuovi progetti e per rinnovare la propria interiorità. La Luna, con il suo ciclo, diventa simbolo del ritorno della vita e del ritmo naturale che governa ogni cosa.
Tra il 30 gennaio e il 2 febbraio 2026, il cielo offre un intreccio magico di energie planetarie e lunari, perfette per rituali di purificazione e visione interiore. In questo periodo la Luna, in fase crescente verso il plenilunio, amplifica l’intuizione e la memoria simbolica: è il momento ideale per evocare ciò che deve emergere dall’ombra.
Il Sole in Aquario spinge verso la libertà, la ribellione spirituale e la ricerca di verità nascoste, mentre Mercurio favorisce comunicazioni esoteriche, sogni lucidi e scrittura automatica. Venere, in aspetto armonico, apre porte al fascino occulto, all’attrazione per il mistero e ai legami spirituali oltre che Karmici. Marte, più aggressivo, accende la volontà magica e la forza d’azione, utile per sigillare incantesimi di protezione.
La Candelora, celebrata il 2 febbraio, chiude il ciclo con una benedizione di luce: candele, incenso e simboli lunari diventano strumenti di rinnovamento, per trasformare le ombre in guida spirituale.
I tarocchi di Imbolc
Tra gli Arcani maggiori, alcune carte risuonano in modo particolare con Imbolc. La Papessa rappresenta la saggezza interiore, l’intuizione e il mondo nascosto. Come la Terra sotto la neve, ciò che La Papessa custodisce non è ancora visibile, ma è vivo e fertile. Questa carta invita a ascoltare la voce interna, a fidarsi dell’intuito e a prepararsi al risveglio con pazienza e rispetto. Le Stelle, con la sua luce gentile e pura, incarna la speranza, la guarigione e la promessa di un nuovo inizio. È la carta della rinascita dopo l’oscurità, del ritorno della luce che guida il cammino. Il Mondo, infine, rappresenta la completezza, il compimento di un ciclo e l’entrata in una nuova fase. È la carta che suggella il passaggio dal vecchio al nuovo, simboleggiando la realizzazione e l’armonia con il cosmo.
Usate questi tarocchi in una lettura di Imbolc, ma anche sull’altare per richiamare risposte corrette e sensate. Il gioco principale, che consiglio, è quello delle 3 carte. Per avere una chiara direzione nuova da seguire oppure per avere ben 3 consigli per 3 problemi che vi bloccano o ancora per scoprire 3 nemici che vi stanno nuocendo.
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Articolo scritto e pubblicato da: Il bosco delle streghe
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