Templi greci e occultismo: i misteri nascosti
Templi greci… Luoghi di occultismo, misteri proibiti. Pochi iniziati conoscevano i loro segreti…
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Chi osserva oggi le rovine dei templi greci vede colonne spezzate e pietra consumata dal tempo. Ma nell’antichità quei luoghi erano vivi, carichi di significati esoterici che andavano oltre la devozione alle divinità. Entrare in un tempio significava varcare una soglia, entrare nel mondo degli dei e delle energie ancestrali. Vi siete mai chiesti come mai i templi erano costruiti in determinati modi? Le colonne, i tetti a punta, i disegni. Le decorazioni non erano estetiche, avevano tutti dei significati che richiamavano una determinata entità. Costruzioni considerati Luoghi di potere.
L’orientamento verso il sole, le proporzioni matematiche che richiamavano un determinato numero, l’uso sapiente della luce del sole o della luna. Tutti elementi che avevano una funzione rituale. Ogni dettaglio era pensato per influenzare e richiamare il mondo magico o divino.
Accanto alla costruzione si eseguivano poi i culti pubblici: conoscenze riservate agli iniziati, trasmesse attraverso simboli, miti e riti segreti. I culti misterici ne sono un chiaro esempio: Rivelazioni, visioni di vita o di morte, messaggi sull’ordine nascosto del cosmo. La domanda che sorge spontanea è: i templi greci erano soltanto luoghi religiosi oppure custodivano pratiche e saperi occulti?
Il mondo greco la conoscenza segreta
La religione pubblica, nell’antica Grecia, era aperta a tutti: sacrifici, processioni, feste dedicate agli dèi, evocazioni e visioni. Questi riti, pur sacri, rappresentavano solo il primo livello della conoscenza. A seguire c’erano i culti misterici, avvolti dal silenzio e dal segreto, destinati solo a poche persone. Chiunque partecipasse ai culti, non era un fedele, ma un iniziato. Il ruolo dei sacerdoti oltre ad essere degli intermediari comuni, erano custodi della vera magia o stregoneria antica. Un sapere antico tramandato oralmente e protetto dal giuramento del silenzio.
Loro guidavano l’iniziato attraverso sacrifici di morte e rinascita. L’esperienza, a cui non tutti sopravvivano, permetteva agli iniziati superstiti di iniziare un cammino che li avrebbe portati ad eccellere nella magia, stregoneria, nei rituali e negli oracoli. Il percorso aveva una guida chiamata gnosis, colui o colei che aveva una conoscenza profonda e intuitiva, che portava l’iniziato a un’esperienza vissuta in modi diversi.
Piccola curiosità, nell’antica Grecia, la parola conoscere significava ricordare! C’era la credenza che ognuno di noi avesse in sé una conoscenza superiore che si doveva solo ricordare, chi la ricordava, risvegliava il potere originale, quello della magia personale o cosmica. Per conoscere o meglio per ricordare, in modo da immergerti totalmente nella cultura dell’antica Grecia, si usava il mito. Dei, eroi, entità, vicende e mostri rappresentavano forze interiori, stati di coscienza, passaggi iniziatici.
Chi ascoltava il mito con orecchie profane ne coglieva solo la superficie, cioè il fascino del successo, ma chi era iniziato ne penetrava il significato occulto.
Simboli esoterici nei templi greci
Se i miti parlavano tramite figure, vissuto, storie, avventure, i simboli e i riti agivano in modo più profondo perché richiamavano e richiamano ancora oggi qualcosa che non riusciamo a capire, ma ci parla. Proprio i simboli sono i protagonisti nei templi greci. L’architettura sacra traduceva quella conoscenza in pietra, come un insegnamento perenne per qualsiasi persona. Nulla era lasciato al caso. Ogni tempio era concepito come una struttura vivente, costruita per dialogare con una determinata divinità o entità, ma in generale con il cosmo per canalizzare le forze invisibili. La sua funzione era profondamente spirituale.
L’orientamento astronomico dei templi rivela questa intenzione nascosta. Molti edifici sacri erano allineati con il sorgere del sole nei giorni dei solstizi. Oppure con la luna in pieno inverno o ancora con particolari eventi celesti legati alla divinità venerata. In quei momenti, la luce penetrava nel tempio secondo angolazioni precise, illuminando statue o altari.
Tutto era studiato in proporzioni sacre e armonia matematica conducendo a rapporti numerici specifici come la sezione aurea. Per i Greci, il numero era sacro. Camminare all’interno di un tempio voleva dire immergersi in un equilibrio che creava armonia tra mente e lo spirito. La geometria era un linguaggio spirituale. Linee, angoli e forme trasmettevano significati invisibili, comprensibili solo a chi conosceva le chiavi simboliche. Il cerchio evocava l’eterno, il quadrato la materia, il triangolo l’unione degli opposti.
I culti misterici: Eleusi, Delfi e Samotracia
Il segreto della spiritualità greca si trova nei culti misterici, esperienze riservate a pochi, destinate all’iniziato. I Misteri Eleusini sono i più importanti. La prima regola, prova di fede per partecipare a questi misteri, era l’assoluto silenzio. Nessuno poteva parlare di quello che accadeva durante i culti al di fuori del tempio o a chi non era un seguace, iniziato o sacerdote. La pena era la morte!
I Misteri Eleusini ruotavano attorno al mito di Demetra e Persefone, una narrazione che, a livello profano, spiegava il ciclo delle stagioni. Ma per gli iniziati, quel mito è una chiave simbolica potentissima. La discesa di Persefone negli inferi e il suo ritorno alla luce rappresentano il viaggio dell’anima oltre la morte.
Per arrivare a questa esperienza superiore, non si parla, si riflette, si medita sul lato oscuro che ognuno di noi possiede e a cui è difficile rivolgersi. I misteri Eleusini, nei rituali, richiedevano sacrifici umani e personali, legami con il sangue e il sesso. Si arrivava agli istinti più bassi e sporchi dell’essere umano e solo chi risaliva si poteva definire un “oracolo”. Una persona capace di dialogare con le divinità perché riesce ad ascoltarle. Preciso che questo era la parte centrale dei misteri Eleusini, ma prima c’erano i riti di iniziazione che si svolgevano in più fasi. L’adepto veniva purificato, separato dal mondo ordinario e condotto, in uno stato emotivo e sensoriale alterato, tramite ciò che oggi definiamo “torture”.
Dalla privazione del cibo e del sonno, all’essere seppelliti vivi, al dolore fisico intenso e umiliazioni totali. Ciò conduceva alla rivelazione finale che avveniva all’interno del Telesterion. Luce e oscurità, silenzio e suono, paura e meraviglia si alternavano in una strategia definita sacra studiata per spezzare l’identità profana e ricostruirla su un livello superiore. L’iniziato “moriva” per rinascere come pronto al suo cammino. Anche se, in base alle antiche scritture e alla conoscenza dei filosofi, non tutti sopravvivevano a questi rituali.
A Delfi, la conoscenza assumeva una forma diversa. L’oracolo di Apollo offriva enigmi da interpretare o risolvere. La Pizia, in stato di trance, rivelava messaggi con voce che non era umana. A Samotracia i riti misterici erano legati alla protezione e alla salvezza spirituale. Iniziarsi significava entrare sotto la tutela di forze primordiali, oscure e potenti, anteriori persino agli dèi olimpici. In tutte queste tipologie di misteri la prima regola che li accomunava era il silenzio. Poiché è nel silenzio che l’uomo si ascolta, costretto a udire anche ciò che non vuole.
Luoghi di potere occulto
I templi considerati portali veri e propri avevano il potere di arrivare astati di coscienza più profondi, una sensazione che si prova anche nelle cattedrali o in altri luoghi di culto. Gli antichi sacerdoti sapevano che la mente era guidata con stimoli sottili: la musica, con i suoi ritmi ipnotici, e l’incenso, che avvolgeva l’aria di fragranze capaci di alterare la percezione, trasformavano il tempio in un laboratorio dell’anima. La luce stessa era studiata con precisione: fasci solari filtravano tra le colonne, illuminando altari e statue in momenti scelti, creando visioni quasi mistiche.
Le energie del tempio purificavano, rivelavano e trasfiguravano chi varcava la soglia. Ogni passo, ogni gesto, ogni silenzio aveva uno scopo: condurre l’adepto oltre la superficie della realtà. L’esperienza spirituale superava il rituale esteriormente visibile, trasformando la struttura architettonica in un vero organismo sacro, capace di veicolare tutte le energie divine creando una coscienza, una memoria segreta e occulta.
Influenze su filosofia, alchimia e tradizioni occulte
Il pensiero filosofico e le pratiche esoteriche dell’antichità erano codificati con l’essenza dell’occulto e dell’esoterismo. I filosofi greci furono coloro che decisero che tale sapere dovesse essere diffuso e lasciato ai posteri e non esclusivo di una “élite”. Per questo decisero di trascrivere pratiche, pensieri, culti, divinità, ma svilupparono anche correnti “esoteriche-spirituali”.
Tra i primi interpreti di questo sapere nascosto vi furono i pitagorici, per i quali la matematica non era solo uno strumento scientifico, ma un linguaggio dell’universo. Essi studiarono e interpretarono quello che nell’esoterismo si chiama: numerologia. I numeri, proporzioni e armonie celesti venivano studiati come chiavi per comprendere l’ordine cosmico, riflesso della struttura segreta dei templi e dei riti misterici.
I platonici, a loro volta, approfondirono il legame tra mondo materiale e realtà spirituale. Per Platone, i miti e le allegorie non erano solo racconti, ma strumenti per guidare l’iniziato verso una gnosi superiore, simile a quella dei Misteri Eleusini. Le forme di pensiero e di ritualità erano il modo perfetto per avvicinarsi a una verità nascosta che governava il cosmo. Parallelamente si creò l’ermetismo, la tradizione filosofico-occulta attribuita a Ermete Trismegisto, che codificava pratiche alchemiche e conoscenze antiche. L’ermetismo riprese simboli, concetti e miti greci, trasformandoli in strumenti di trasformazione interiore e di manipolazione delle energie sottili.
Attraverso testi e rituali segreti, questo sapere si diffuse in Egitto, poi in tutto il Mediterraneo, mantenendo intatta l’idea che il mondo visibile fosse specchio di realtà invisibili. La trasmissione del sapere avveniva sempre in forma codificata: scuole chiuse, testi criptici e insegnamenti orali proteggevano il nucleo esoterico da chi non era pronto. Così, ciò che iniziava come esperienza nei templi greci sopravviveva nei secoli sotto nuove forme. L’alchimia medievale, la cabala rinascimentale e la Massoneria moderna portano tracce di quei principi: ricerca dell’armonia, purificazione dell’anima, conoscenza attraverso simboli e numeri.
Oggi, come sono le pratiche moderne
I simboli, i miti e le proporzioni sacre dei templi greci continuano a vivere ancora oggi. Le ritroviamo nelle pratiche esoteriche e spirituali contemporanee. Nella Massoneria, ad esempio, colonne, archi e geometrie sono connesse direttamente all’architettura dei templi classici per crescere e perfezionare l’anima. Ogni simbolo è studiato per guidare l’iniziato attraverso un percorso, simile a quello dei Misteri Eleusini, dove la comprensione del mondo visibile si lega alla conoscenza di realtà invisibili.
Anche nella spiritualità New Age e nel revival greco contemporaneo, l’eco di quei riti antichi è evidente. Meditazioni, cerimonie solari, studi di geometria sacra e interpretazioni simboliche dei miti greci sono strumenti per chi cerca trasformazione interiore e connessione con l’universo. Il passato diventa così una mappa segreta che orienta la pratica spirituale moderna, rendendo accessibile ciò che un tempo era riservato agli iniziati.
I modelli antichi — eroi, dèi, animali sacri e simboli geometrici — continuano a influenzare la letteratura e persino il cinema, evocando poteri invisibili e profondi dell’uomo. La loro forza non risiede solo nella storia, ma nella capacità di parlare all’inconscio, stimolando intuizione, desiderio di conoscenza e trasformazione personale.
Mito, storia o verità nascosta?
Mentre i templi greci continuano a evocare meraviglia e potere, ci si trova inevitabilmente a interrogarsi: quanto di ciò che conosciamo è mito, quanto storia e quanto è verità nascosta? L’archeologia ha portato alla luce strutture, iscrizioni e oggetti rituali, confermando l’esistenza di culti misterici e riti complessi. Tuttavia, le prove concrete non sempre spiegano l’esperienza soggettiva degli iniziati o i significati simbolici celati nelle proporzioni, nei miti e nelle decorazioni dei templi.
Gli studiosi moderni e gli occultisti ancora oggi si interrogano sui culti del passato. L’occulto e le narrazioni esoteriche non sono mai scomparsi, ma anzi continuano ad essere presenti nelle tradizioni popolari.
Eppure, il vero potere di questi misteri risiede proprio nel valore del mistero stesso. Non tutto deve essere spiegato; non tutto può essere compreso. Il fascino dei templi greci persiste perché ci ricorda che esistono realtà che sfuggono alla comprensione materiale, ma spiegano energie che avvertiamo, poteri e fenomeni che sono definiti paranormali, oltre all’esistenza di spiriti, streghe e demoni. In questo equilibrio tra storia e segreto, tra conoscenza e intuizione, i templi greci continuano a essere specchi di un sapere antico che ancora oggi ha una voce potente, non sempre comprensibile.
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Articolo scritto e pubblicato da: Il bosco delle streghe
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