Strega Filomena: il mito che la Chiesa ha nascosto
La Strega Filomena ricollega il suo mito a ben 3 racconti mitologici: quello romano, quello greco e quello della stregoneria pagana, colei che nasconde 5 misteri esoterici.
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Voglio iniziare questo video partendo dal mito greco, noto anche come uno dei racconti più intensi e drammatici della mitologia greca.
Filomela, figlia di Pandione, re di Atene, cresce insieme alla sorella maggiore Procne che un giorno parte per sposare Tereo, re tracio. Dopo qualche tempo Filomela la raggiunge. Tereo, suo cognato, viene colto dal desiderio quando la vede arrivare. La rapisce, portandola in un luogo isolato e le usa violenza intima. Tereo, per impedire che lei raccontasse l’accaduto, le taglia la lingua, condannandola al silenzio.
Filomela, muta, ricama su un panno la sequenza degli eventi successi, trasformando il tessuto in un messaggio per Procne sua sorella. Quest’ultima, alla scoperta della tragedia, vuole vendetta. Una vendetta che sia di gravi parità. Procne uccide Itys, suo figlio nato dall’unione con Tereo, e lo prepara come pasto per il marito. L’omicidio del bambino rappresenta la distruzione di ciò che Tereo più amava. Qui urge però una spiegazione, Filomela rappresenta ciò che Procne amava di più ed è per questo che c’è una equa vendetta. Tereo ha distrutto Filomela e Procne distrugge Itys.
Vendetta di pari entità
Itys rappresenta il proseguimento della stirpe di Tereo che, all’epoca, era la cosa più importante per sottolineare il potere maschile, la virilità. Lui è poi il frutto dell’amore e uccidendolo indica che l’amore non c’è più in questo matrimonio. La sua età, cioè un bambino, indica la stessa innocenza che aveva Filomela. La ferocia di quello che fa indica la stessa ferocia che Tereo ha usato con Filomela. Servirlo come pasto indica il gesto di Tereo che ha divorato lo spirito e l’innocenza di Filomela. In ultimo c’è poi il taglio della lingua, Tereo lo ha fatto per impedire che Filomela parlasse con Procne e servire itys, suo figlio, come pasto senza dirgli nulla e la punizione finale.
Dopo la vendetta, Filomela e Procne stremate dal dolore e dalla colpa vengono trasformate, dagli Dei, in uccelli. Filomela diventa un usignolo, simbolo del canto struggente e della memoria eterna. Procne, colei che ha orchestrato la vendetta, si trasforma in rondine, uccello associato alla libertà e alla fuga.
Il mito romano
Indubbiamente questo racconto appartiene alla mitologia greca scritta, sottolineo scritta, specialmente diffusa da Ovidio, uno dei filosofi che trascrisse la cultura orale. Tuttavia esiste un racconto similare romano, attenzione però che in questo caso si parla di un racconto tramandato oralmente che è stato datato, grazie ad alcuni ritrovamenti di reperti datati tra l’VIII e il VII secolo A. C, quindi parliamo tra l’800 e il 700 A.c, periodo definito “Roma Arcaica”, poiché la fondazione della città fu nel 753 A.C., che ci raccontano di questo mito.
Piccola lezioncina di storia: Ad oggi, tra gli studiosi accademici, si è a conoscenza che la mitologia romana è più antica di quella greca perché la prima, romana, non aveva una lingua scritta, ma solo orale. La seconda, quella greca, invece inventò per prima una scrittura dando quindi una datazione più recente. Però tanti, troppi racconti sono di origine romana nei secoli poi fusi con quella greca.
Dopo la piccola lezioncina di storia, vi rivelo il mito romano.
Il suo nome
Chi era Filomena? Nella Roma arcaica esistevano due divinità tra le più amate: Lua, dea della distruzione, e Flora, dea della fertilità e abbondanza. Per onorarle venivano scelte delle fanciulle, nelle grandi comunità che avevano il compito di tramandare i segreti dei rituali, magie e culti. Tali fanciulle dovevano incarnare: la bellezza e fecondità di Flora e unitamente l’indipendenza e la voglia di libertà di Lua. Una volta scelte trascorrevano 4 anni isolate dagli altri, per venerare e aumentare il loro potere diventando delle Strix. Nei secoli avvenire le Strix erano chiamate sacerdotesse.
Arriviamo ora a un racconto in particolare. Una strix venne presentata al popolo, dopo il suo isolamento, per il culto di Flora in primavera. La sua bellezza era tale che uno dei “capi” delle comunità vicine la desiderò talmente tanto che la rapì, le usò violenza intima e al termine le tagliò la lingua impendendole di accusarlo di violenza, dato che per legge era proibito sfiorare una strix consacrata a Flora e Lua, figuriamoci abusarne intimamente, la morte era certa.
Tuttavia la donna, sopravvissuta, rimase incinta e fu scacciata dalla Comunità perché non aveva mantenuto la sua castità in dono a Flora. Iniziarono a chiamarla: Fil menas che tradotto significa: Figlio delle minacce o figlio dopo violenza. Da Fil menas a filomena effettivamente il passo è breve.
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Strix Fil menas
Fil menas aveva imparato l’uso delle erbe, della magia e si dedicò esclusivamente al culto di Lua. Da sola diede alla luce il bambino, però per continuare a venerare tale divinità doveva eseguire un sacrificio. Nella mitologia romana si racconta che Fil menas sedusse l’uomo che le aveva fatto violenza con le arti magiche, tanto da convincerlo a sposarlo. I due si sposarono, ma la prima notte di nozze Fil menas uccise il bambino, lo fece a pezzi e lo servi al marito completamente ubriaco.
Cosa accadde dopo? Allora quello che sappiamo in ricostruzione è che Fil menas, disperata per il suo gesto, quello di aver ucciso suo figlio che era innocente come lo era lei prima della violenza, chiese perdono alla dea Flora che la trasformò in un uccello, un usignolo. Sappiate che l’usignolo e le rondini sono gli uccelli sacri a flora.
Apro parentesi: Nel mito greco filomena diventa un usignolo e procne divenne una rondine. Notate che però, nella versione romana, ha più senso la trasformazione in usignolo, perché era appunto sacro a Flora. Devo dire anche che, secondo il mito romano, Fil menas inizialmente era una fanciulla pura, dopo la violenza divenne una donna libera, come se fossero 2 persone diverse. Questo potrebbe spiegare come mai nel mito greco ci sono 2 figure diverse, ma che indicano la stessa cosa: innocenza e poi caos. Poi la trasformazione in questi 2 uccelli, nel mito greco, è un po’ forzata a cui si dà un significato confuso. Chiuso parentesi.
Perché conosciamo questo “mito in stregoneria”?
Come sappiamo di questa storia? I reperti che sono collegati al mito sono incisioni su tavolette di piombo e altre di terracotta che mostrano appunto una strix, una violenza, il sacrificio del bambino e poi gli uccelli.
Nella roma vecchia, nata dopo la Roma arcaica, questo mito è stato tramandato tra strix e sacerdotesse devote alla magia naturale (Flora) e Lua (magia oscura) per ricordare 5 insegnamenti esoterici importanti:
- Iniziazione e isolamento: occorre disciplina e isolamento per apprendere rituali, magia e conoscenze segrete
- Sacralità e limiti del potere: la strix è inviolabile poiché il suo potere spirituale è inviolabile, la violenza contro ciò che è sacro comporta conseguenze
- Trasformazione e sacrificio: attraverso la violenza si decide il proprio sacrificio o meglio la propria scelta e strada
- Sacrificio e responsabilità: il cammino spirituale richiede distacco dal mondo terreno, ogni scelta ha una conseguenza e la conseguenza sono le responsabilità da assumere
- Trasformazione in uccello: Qui c’è l’ultimo insegnamento, la liberà spirituale avviene solo dopo l’immane sofferenza terrena, qui si raggiunge il canto dell’immortalità che diventa memoria della conoscenza da tramandare
Santa Filomena
Arriviamo ora a Santa Filomena! Cosa sappiamo di lei? Esistono 2 versioni confuse, una spacciata per storica e l’altra mitizzata dalla chiesa. Filomena era una giovane donna che rifiutò di sposarsi con un nobile romano, andando contro la legge dei matrimoni combinati. Ci troviamo intorno al III secolo D.C. Per questo venne torturata e in seguito il promesso sposo le usò violenza intima prima del matrimonio. Non venne uccisa poiché rimase incinta. Tuttavia, per impedire che rivelasse com’era avvenuto il concepimento, perché subire violenza intima avrebbe gettato disonore sulla famiglia di lei, nobile anch’essa, le venne tagliata la lingua. I due si sposarono e da qui nasce la prima confusione storica. Non si sa cosa successe del figlio…
Questo mito però è stato poi portato avanti dai cristiani e lo notiamo intorno al V secolo D.C, vale a dire tra il 400 e 500 D.C, dove la storia venne modificata. Filomena si rifiutò di sposarsi con un nobile pagano perché lei era cristiana. Fu imprigionata, torturata e in seguito subì il martirio perché professava la cristianità. Si sottolinea molto la sua purezza e la verginità, nel senso che durante il martirio non venne mai toccata la sua intimità. Venne santificata intorno al 1800, quando furono trovate le sue reliquie nelle Catacombe di Priscilla a Roma per dei miracoli che le vennero attribuite.
Io però ho delle domande e ve le faccio anche!
Domandone
Per quale motivo questa storia mi ricorda il mito di Fil menas, cioè della strega Fil menas, è solo una mia impressione? Fil menas Colei che è rimasta come culto pagano nella Roma moderna, vale a dire fino al IV secolo D.C
Altra domanda: La chiesa come mai conosce la sua storia se in realtà venne canonizzata sono nel 1800 D.c? Forse perché in realtà il culto della strix Fil menas, cioè della Strega Filomena, è rimasta come memoria di 5 concetti esoterici che appartengono alla stregoneria e non riuscendo a eliminarli semplicemente li ha assorbiti creando: Santa Filomena?
Ennesima domanda! Come mai le sono stati attribuiti dei miracoli santificandola se comunque, nella storia cristiana, non ha fatto grandi cose? Fil menas aveva una grande devozione popolare e sappiate che nel 500 D.C Filomena aveva una grande devozione popolare, ma in questo periodo vi ricordo che coesistevano sia la religione pagana che quella cristiana. La religione pagana venne poi totalmente vietata nel 460 D.c. Praticamente vicino al 500 D.C, coincidenza oppure ennesima strategia cristiana? Per la serie: non la riesco a cancellare allora la assorbo.
Infine, è questa è la cosa che io trovo più assurda, ma una prova tangibile: Indovinate che uccello sacro è attribuito a Santa Filomena? Momento di suspance… l’usignolo! Io trovo la connessione di questo uccello al mito pagano della Strega Filomena, ma non trovo la motivazione della connessione nel mito cristiano!
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Articolo scritto e pubblicato da: Il bosco delle streghe
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